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Ampliamento Cimitero di Gozzano (no)

Descrizione: 

Elemento di importanza fondamentale nella progettazione è stata la ricerca nel realizzare uno luogo dalle evidenti caratteristiche di sacralità: il distacco dall’ambiente urbano, la percezione di un’idea metafisica del luogo, la ricerca di simbolismi che uno spazio sacro impone. Tre sono le principali aree sulle quali verte il progetto: il luogo della riflessione: uno spazio di verde pubblico separato dalla strada da una cortina di alberi che, oltre a limitare il rumore proveniente dalla stessa, costituisce, davanti al porticato dell’ampliamento, una zona di transizione tra la città e il cimitero.Una zona adatta al riposo, alla riflessione, una zona di accoglienza anche per chi si trova a passare nella zona. Il progetto prevede infatti un lungo porticato a Sud-Ovest offrendo una zona d’ombra davanti all’area verde. Il luogo dell’assenza: questo ambiente, consistente in una grande “piazza” vuota, vuole procurare la percezione di uno spazio metafisico, un microcosmo in cui tutto scompare e il sentimento prevalente sia quello della mancanza. Ad evidenziare la caratteristica metafisica di questo luogo è il trattamento assolutamente astratto delle pareti che lo racchiudono: grandi quadrati tagliati da feritoie che di giorno portano luce nell’edificio, mentre con il calare del sole lasciano filtrare la luce artificiale interna. Il luogo del ricordo: questo luogo è costituito da una sezione monolitica contenente i loculi e le edicole familiari e da una vela che lo ricopre parzialmente. Questo genera una decisa riconoscibilità dell’edificio ed una forte identità progettuale, senza eccedere in formalismi che alterino il senso sacro del luogo. Tra l’interno del cimitero e questo edificio una vasca d’acqua porta la luce dall’esterno all’interno in senso ascensionale: ed è questo un forte simbolismo religioso in quanto allude all’ascensione dei defunti. La luce solare penetra inoltre dai tagli delle pareti bianche disegnando linee luminose che con il movimento del sole scandiscono una temporalità che sembrava evaporata. In collaborazione con l'Arch. Luigi Auriello.